Pensiamo al gioco come a un’attività facoltativa, un premio, un riempitivo. Per il cane non è così: il gioco ha una funzione, e la sua assenza ha conseguenze reali.
Cosa dice la scienza
Il gioco nei mammiferi non è un comportamento ornamentale: ha un costo energetico reale, e gli studiosi gli riconoscono diverse funzioni. Ha una funzione cognitiva, giocando il cane esercita flessibilità, problem solving, controllo degli impulsi. Ne ha una sociale, perché consolida i legami attraverso un’esperienza condivisa positiva.
E ne ha una emotiva: attiva i circuiti del benessere e abbassa la tensione. Gli etologi discutono ancora se queste funzioni abbiano un’unica origine o origini diverse, ma sul fatto che il gioco faccia bene al cane, il quadro è solido. Il gioco con te, poi, ha un valore che il gioco solitario non sostituisce.
Perché conta nella vita col tuo cane
Un gioco da masticare occupa; il gioco insieme connette. E c’è un dato concreto: uno studio su Labrador ha mostrato che giocare subito dopo una sessione di addestramento migliora ciò che il cane ha appena imparato, anche a distanza di tempo. Il gioco non è un’appendice dell’apprendimento, ne fa parte.
Un cane che non gioca abbastanza non è solo un cane annoiato: è un cane con risorse cognitive ed emotive sottostimolate.
Il gioco non è un extra.
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