Quella voce lì. Quella che ti esce solo con lui, due toni più su, e che speri che il vicino non abbia sentito. Non è una debolezza: è stata misurata, e serve a qualcosa.
Cosa dice la scienza
Trenta persone hanno letto la stessa frase due volte: una rivolta a un’altra persona, una rivolta a un cane. Bastava l’immagine di un cane a far salire la voce, e saliva di più davanti a un cucciolo. Lo facciamo tutti, senza deciderlo.
Poi quelle voci le hanno fatte ascoltare ai cani. I cuccioli hanno risposto quasi tutti alla voce acuta: si giravano prima e si avvicinavano di più. Gli adulti, in quella prova, niente.
In una seconda prova gli adulti l’hanno preferita, ma a una condizione: che anche le parole fossero per loro. Voce da cane e parole da cane, bravo, andiamo, passeggiata. La stessa voce che raccontava i fatti propri non otteneva niente.
Perché conta nella vita col tuo cane
Quindi non ascolta la parola, ascolta il pacchetto. E siccome sente molto più in alto e più lontano di te, alzare la voce non aggiunge informazione: aggiunge tensione. Al parco siamo tutti bravi a parlargli normale.
Finché non ci guarda più nessuno.
Conta anche come glielo dici.
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IL TACCUINO DI CANE FIDELIS
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