Noi esseri umani salutiamo di fronte, con la mano tesa e gli occhi negli occhi; un cane educato, invece, si avvicina di lato, facendo una curva larga e senza fissare. Due galatei opposti, e quasi nessuno ci pensa.
Cosa dice la scienza
Pensa all’ospite che entra e va dritto verso il cane, chinandosi sopra di lui, mano sulla testa, viso contro viso. Per noi è gentilezza; nel galateo dei cani è una fila di gesti scortesi: l’approccio frontale, lo stare sopra, lo sguardo fisso, il contatto non richiesto. La maggior parte dei cani ha imparato a tollerare i nostri modi, ma tollerare non è gradire: in quei momenti capita che il cane si lecchi il naso, sbadigli, giri la testa.
Perché conta nella vita col tuo cane
Attenzione, però: preso da solo, ciascuno di questi gesti non dice nulla, può essere un gesto qualunque; è il contesto a dargli senso. Se compaiono insieme, mentre qualcuno gli sta addosso, raccontano un disagio che vale la pena riconoscere. Il capitolo più serio riguarda i bambini: gli studi sulla prevenzione dei morsi dicono che i più piccoli vengono morsi soprattutto al viso, e spesso durante gesti d’affetto, l’abbraccio, il bacio, la guancia appoggiata al muso.
Non perché il cane sia cattivo, ma perché quei gesti, nella sua lingua, sono una costrizione, e i segnali arrivati prima erano rimasti inascoltati. Il galateo giusto chiede poco: avvicinarsi di lato, non incombere, e lasciare che sia il cane a scegliere quanto contatto avere. Chi glielo concede si stupisce della fiducia che riceve in cambio.
Anche i cani hanno un galateo.
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